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Tappa 10 – Tamel Haike – Estancia Angostura

Tot Km                                                 67,69 Km

Tempo di Pedalata effettivo            04.22.37

Velocità Media                                   15,40 Km/h

Dislivello                                              417 m

Distanza Percorsi salita                     13,89 km

Altitudine massima                            590 msl

Pendenza Media                                3%

Pendenza Massima                           17%


Ce la prediamo con calma partiamo che sono quasi le 10 un po perché i km sono relativamente pochi un po perché metà della strada è su asfalto e con vento a favore

Infatti facciamo i primi 30 km abbondanti ancora una volta senza dare un solo colpo di pedale a 27/28 km /h

La sera prima ero riuscito a ricaricare il navigatore e il contachilometri cambiata l’ennesima pila aveva ripreso a funzionare

Anche per ogi arriva la svolta, ma stavolta contraria al giorno precedente: su sterrato e con vento contrario…potente!

Ci mettiamo di buona lena a pedalare a tratti di una decina di km alla volta.il fondo varia dal discreto al pessimo,ma sapere di dover fare solouna 30ina di km ci rinquora

Oggi fa un caldo allucinante , siamo vicini ai 30 gradi e il vento ci asciuga.Sostiamo per il pranzo in un avvallamemto per sfuggire almeno per 10 minuti al vento martellante.Abbiamo ancora una 15ina di km prima della deviazione che ci porterà alla estancia

5 km di strada con vento laterale ci conducano a questa specie di agriturismo in stile coloniale in mezzo al nulla totale

in miraggio!scarichiamo le bici ci infiliamo a turno sotto una dociia bollente e fatto un po di bucato ci infiliamo a letto sotto le morbide lenzuola dei letti

Sono solo le 16:00 abbiamo tuuto il tempo di pisolare o dedicarci ai fatti nostri .

Alle 20:00 si cena siamo affamati visto che negli ultimi giorni abbiamo mangiato in qualche modo

La cena si rivelera al di sotto delle nostre aspettative, e non particolarmente abbondante

In compenso la compagnia  è stata piacevole: una coppia di motociclisti Svizzeri  coppia di tedeschi motociclisti pure loro e un tedesco patatone sospetto “busone” con i sui due autisti argentini.In una babele di lingue dall’italiano  allo spagnolo inglese tedesco abbiamo amichevolmente conversato dei rispettivi viaggi

Ci ritiriamo nella nostra camera prestino , verso le 10:30

Domani ci aspetta una tappa particolarmente dura

Tappa 9 – Bajo Caracolles – Tamel Haike

Tot Km                                                 124,7 Km

Tempo di Pedalata effettivo            09.08.23

Velocità Media                                   13,60 Km/h

Dislivello                                              n.d

Distanza Percorsi salita                     n.d

Altitudine massima                            n.d

Pendenza Media                                n.d

Pendenza Massima                           n.d


Facciamo colazione alla buona in camera con il dulce de leche che avevo di scorta e qualche panino recuperato a cena la sera prima.Fa freddo il mio Sunto segna 5 °C , del resto ieri sera ha nevicato di nuovo

Pedaliamo  con un buon ritmo su uno sterrato decente ma con saliscendi continui e qualche strappetto impegnativo

A fianco della strada i lavori di sbancamento e asfaltatura procedono, fra un anno ,forse meno, anche questo tratto non sarà più sterrato, la Ruta 40 perderà parte del suo fascino.

A 30 km circa dovremmo trovare una specie di locanda dove rabboccheremo le scorte d’acqua e ci concederemo qualcosa di caldo.Delusione! il bar è chiuso,anzi, dicono gli operai del vicino cantiere che lo usano come dormitorio che è abbandonato da tempo.mangiucchiamo qualcosa di nostro e ripartiamo

Continua a far freddo ma almeno per il momento il vento è clemente, riusciamo a coprire una sessantina di km in meno di 4 ore e accarezziamo l’idea di fare tappa unica fino alla hestanca las orchetas, chiusa ma da utilizzare come riparo dal vento e quindi di ridurre a due i giorni in mezzo al nulla

Intanto  il mio contachilometri sembra morto, il mio navigatore è completamente scarico e mi faccio prestare da Davide il suo visto che non lo utilizza più che altro per tracciare il percorso e rendermi conto della strada fatta

Intorno all’ottantesimo km veniamo raggiunti dal pulmino con il resto del gruppo diretto a El Chalten

A questo punto max tira giu la bici , carica i bagagli e si unisce a noi.Grande Max!

Siamo a metà della Pampa dell’Asador, e fin’ora ci è andata bene.Comincia a questo punto a tirare il vento ovviamente contrario visto che andiamo a ovest.E comincia la mia sofferenza..

Durante la giornata ho spinto troppo cercando di mantenere un ritmo che non era il mio ,non ho mangiato a sufficienza e ora pago il conto.metro dopo metro perdo terreno rispetto ai miei compagni e c omincio a fermarmi per riprendere fiato.

Ho le gambe di legno,spingo un rapporto che mi permette appena di stare in equilibrio su uno sterrato che peggiora e un  vento che monta sempre più.La mia velocità di crociera non supera i 5 km/h e mancano ancora una decina di km alla svolta della strada che significa cambio di direzione del vento.Stringo i denti conto le pedalate e non le soste.Arrivo davvero stremato al cartello con lindicazione  – sorpresa – di un tratto di asfalto.

Davide e Max mi hanno atteso li ,ripartiamo insieme e sull’asfalto è un po più facile.poi arriva la svolta e cambia tutto

La strada piega verso est e il vento mi spinge da dietro, smettiamo di pedalare…ci lasciamo spingere da questo vento per quasi 15 km senza pedalare a più di 26 km/h.

Finalmente arriviamo alla estancia che è si chiusa ma in ristrutturazione.li operai che ci lavorano, nonostante le nostre insistenze non ci permettono di accamparci dentro ne nei dintorni al riparo dal vento perché a detta loro il nuovo proprietario già una volta li ha cazziati per aver permesso ciò ad altri turisti

Ripartiamo alla ricerca di un minimo di riparo dal vento

Facciamo più di 20 km – meno male sempre spinti dal vento – e troviamo una sorta di casa cantonale con dei locali adibiti a dormitoi

Il guardiano accetta di ospitaci e-gentilissimo – ci accende la stufa e il generatore di corrente per darci luce quando verrà buoi.Siamo felicissimi!ci sistemiamo sui letti con i sacchia apelo mangiamo le nostre provviste e ci concediamo pure un thre caldo,visto che i fornelli sono perfettamente funzionanti

Nei locali ci sono pure i bagni con acqua calda.Il tutto ovviamente molto spartano per dirla con un eufemismo, ma considerata la situazione a noi è sembrata la miglior sistemazione fin ad ora incontrata perché inaspettata e spuntata dal nulla

Lasceremo un po di soldini anche se non richiesti a Josè che apprezzerà molto il gesto, manon quanto abbiamo apprezzato noi il suo

Trasferimento – Perito Moreno – Bajo Caracolles

Partenza del pulman alle 12:10 tempo previsto per il traferimento 1ora e mezza , a detta dell’ufficio informazioni del turismo ma i conti non tornano considerata la distanza – 123 km  – e le condizioni della strada

Infatti di ore ne impieghiamo 2 e un quarto

Sul pulman c’è una chiassosa comitiva di giovani israeliani che si quieta solo quando comincia il film – una commediola americana della peggior specie – per ricominciare quando a causa dello sterrato il DVD si incanta ripetutamente fino ad interrompersi del tutto

Fuori c’è la nebbia, a tratti nevica anche copiosamente e infine rispunta il sole

Attraversiamo lande sconfinate e sullo sfondo in direzione est le  Ande innevate .La strada corre in mezzo al niente, a volte parallela al cantiere di  quella che sarà, la via asfaltata chissà quando visto la vastità dell’opera

È un continuo saliscendi sarebbe stata una tappa decisamente impegnativa fatta in bicicletta

Vento assente..sembra l’abbia fatto apposta!forse si prepara per domani quando ricominceremo a pedalare

Arriviamo a Bajo Caracolles , quattro case un hotel  un ostello e unica ragione di esistenza del paese la pompa di benzina

Ci sistemiano nel – pessimo – ostello e andiamo al bar del hotel per fare  il punto

Ci giochiamo mezza giornata qui a far niente ma non abbiamo alternativa.Dobbiamo far scorte ,sperare che il vento sia clemente e che le indicazioni di possibili rifornimenti lungo la strada siano corrette .Ci aspettano almeno 3 giorni di dura pedalata su sterrato in autosufficenza di acqua e viveri.

Ho bisogno di tornare con la testa alla dimensione del Cicloviaggio, deciso e concentrato